L’ultimo figlio degli Uomini: Capitolo II

Il verdetto del Generale

 

Un altro breve capitolo introduttivo che presenta il personaggio del generale Valerius. Elian e Zach vengono immediatamente introdotti alle dinamiche di potere del Castello dell’Alto Re. Il capitolo è breve, ma dal terzo capitolo in poi la narrazione inizierà ad essere più estesa.

 

L'ultimo figlio degli Uomini: Capitolo II

Nonostante la prova finale per diventare esploratori richiede una mimetica, gli esploratori in campo fanno uso di armature leggere sullo stile medievale e cappucci al posto di elmi. Usano un fucile e portano per ogni evienza sia un coltelo che una spada lunga. Questo lo vedrebbe meglio nelle future illustrazioni.

 

L’ufficio di Valerius è una cella di rigore e potere. Sulla parete alle sue spalle uno scudo medievale con il simbolo araldico della colonia: una torre medievale. Poco sotto, una grande mappa tattica del territorio circostante, dove sono raffigurati tutti i territori esplorati dai ricognitori di Castello dell’Alto Re.

 

Valerius ha il corpo massiccio e il volto duro, con una grossa cicatrice sull’occhio destro a rimarcare la sua vita come veterano degli esploratori e della milizia. Non si siede. Resta in piedi dietro la scrivania di quercia scura, le mani incrociate dietro la schiena e con indosso una mimetica che fa sfoggio dei suoi gradi militari. Il riflesso della luce sul volto rasato gli conferisce un’aria quasi artificiale, come una statua antica.

 

«L’ispettore Cortez mi ha consegnato il rapporto», esordisce il Generale Valerius. La sua voce è un basso profondo che sembra far vibrare i vetri delle finestre. «Dice che siete due pesi morti che il Castello non può permettersi di nutrire».

 

Zech abbassa lo sguardo, ma Elian costringe sé stesso a guardare il Generale negli occhi. Valerius nota il gesto. Un piccolo muscolo sulla sua mascella scatta.

«Tuttavia», continua il Generale «il nome Serpieri ha ancora un peso in questo archivio. Tuo padre è un uomo d’ordine, Elian. Tua madre è una colonna della nostra comunità: un medico! Non posso semplicemente gettarti oltre le mura… non ancora».

 

Valerius si sporge leggermente in avanti. «Ho deciso di assegnarvi alla Biblioteca del Castello. Sarete gli assistenti di Maestro Silas. Sposterete libri, pulirete la polvere e farete tutto ciò che quel vecchio topo di biblioteca vi ordinerà di fare. Consideratela una quarantena sociale. Siete fuori dall’esercito, fuori dalla gerarchia degli esploratori. Siete… civili di seconda classe».

 

«Ma Generale…» prova a intervenire Zech.

 

«Silenzio, Murphy! Non è una negoziazione. È una grazia che non meritate. Julien Martel e Giada Ricci continueranno il loro addestramento fuori dal Castello insieme agli altri vostri coetanei. Loro porteranno il fuoco del progresso umano, voi resterete tra le macerie del passato con Silas».

 

I due ragazzi fanno il possibile per rimanere in espressivi davanti al generale, ma Zech è evidentemente imbronciato mentre Elian è sorpreso e incuriosito dall’idea di poter accedere alla Biblioteca.

 

«Tuttavia, in futuro, potrei concedervi un ruolo diverso se mi farete un favore: alcuni, forse a torto, pensano che l’essere rimasto per troppo tempo solo, insieme a troppi libri polverosi, possa aver reso il Maestro Silas un po’ dissidente rispetto il pensiero che tiene in vita noi tutti. Forse, è incappato in qualche testo strano, con idee che non sono adatte ai nostri tempi. Nessuno conosce il contenuto di tutti i libri che in trecento anni sono stati recuperati e portati nella Biblioteca. Una volta c’erano molti bibliotecari esperti e fedeli alla causa della colonia. Oggi resta solo Silas…», sospira il Generale. «Perciò, anche se si tratta senz’altro di calunnie, cercate di capire se davvero il Maestro Silas ha idee incompatibili con la nostra comunità!»

Valerius fa un cenno secco verso la porta. «Andate. Consegnate i vostri gradi e presentatevi al portone della Biblioteca. E pregate che Silas vi accolga, perché se fallirete anche con lui, il Castello non avrà più stanze dove ospitarvi».

 

Il portone del comando si chiude alle loro spalle con un rintocco sordo. Sotto la pioggia sottile, Elian e Zech iniziano a camminare verso la biblioteca. Elian sente ancora lo sguardo di Valerius addosso: non era lo sguardo di chi vede un fallito, ma quello di chi osserva un prigioniero interessante.

 

Arrivano davanti al Monastero. Il silenzio qui è quasi innaturale. Elian alza la mano e bussa al portone con forza, risoluto a trovare un modo per raggiungere Giada anche se non è un esploratore.

 

L'ultimo figlio degli Uomini: Capitolo II

Volevo rappresentare bene il generale Valerius, perché incarna il pragmatismo della colonia dei sopravvissuti. Inoltre, si rivela un personaggio piuttosto importante.

 

La versione originale dell’opera in inglese è su Royal Road: The Last Son of Men – The Forbidden Truth.

 

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