Viverna – Bestiario occidentale

Il rettile volante velenoso

 

La viverna è un grosso rettile volante, secondo la tradizione appartenente alla famiglia dei draghi, su cui torneremo a scrivere più nello specifico, ma si contraddistingue da questi ultimi per le dimensioni minori, l’incapacità di emettere un soffio venefico, acido o di fuoco, che però compensa con una coda dotata di un pungiglione velenoso. Sono creature intelligenti quanto un felino, o almeno così narrano alcune leggende, dunque tutt’altro che stupide. E sono presenti in diverse tradizioni africane ed arabe, soprattutto europee. Creatura nota ai giorni nostri grazie alla cultura fantasy e ai GdR, in buona parte per merito di Dungeons & Dragons (D&D).

 

La viverna è un drago?

 

Naturalmente questa creatura, considerata da sempre, cioè fin da prima del Medioevo, un appartenente della famiglia dei draghi, ha creato buffe discussioni tra i nerd… una buona parte della narrativa fantasy ha raffigurato i draghi dotati di due zampe posteriori, due anteriori più un paio di maestose ali. Tuttavia, come hanno fatto notare molti biologici, se i draghi sono esistiti o se esistessero veramente, sarebbero dotati di quattro arti, proprio come tutti gli animali vertebrati. Dunque le illustrazioni medievali che rappresentano talvolta il drago con sei arti non sarebbero da considerarsi come rappresentazioni “attendibili, essendoci tra l’altro nei bestiari medievali anche raffigurazioni più simili a quelle della viverna, con un corpo più serpentino. Anche le classiche raffigurazioni di San Giorgio e il drago, mostrano quest’ultimo più simile a una viverna.

Dunque, la viverna è un drago?

, è una sottospecie di drago e così, infatti, viene considerata anche nel Manuale dei Mostri di D&D. E se questo non piace a qualche nerd, problemi suoi!

 

La viverna nella cultura popolare

 

Oltre ad essere ben presente nella narrativa fantasy, per esempio le cavalcature dei Nazgûl, gli spettri dell’Anello al servizio di Sauron ne Il Signore degli Anelli sono molto simili a una viverna, anche se non velenose e con connotati non dissimili da quelli di un rettile volante preistorico, in buona parte delle ambientazioni fantasy più classiche la viverna è ben presente, così come ci viene trasmessa dalle varie tradizioni medievali.

 

Però ad aver rilanciato la viverna e ad averla resa una vera e propria categoria a cui in realtà apparterebbero i draghi e non viceversa è la famosa saga videoludica di Capcom: Monster Hunter. In Monster Hunter viene creata una categoria a cui appartengono anche i draghi, cioè gli wyvern: termine ripreso dalla cultura scandinava. Nel mondo di Monster Hunter due sono gli wyvern più comuni: la Rathian, temibile per il suo veleno, ma capace di sputare anche sfere e soffi di fuoco. E la sua controparte maschile, il Rathalos: anche lui velenoso, ma estremamente più forte e dotato di una maggiore potenza di fuoco. Dunque, draghi a tutti gli effetti!

 

Anche il cinema e i telefilm , tra Le cronache del ghiaccio e del fuoco e la trilogia cinematografica de Lo Hobbit ha adottato la classica anatomia della viverna per la rappresentazione dei draghi. Piaccia o no, adesso dare per scontato che i draghi abbiano sei arti, resta solo un’ossessione dei fandom del genere fantasy.

 

Le origini

 

Le origini della viverna, così come quella del drago, sono senza tempo, abbastanza onnipresenti in quasi tutte culture del mondo. La viverna classica a cui noi ci riferiamo è presente nella tradizione europea, araba ed africana. Spesso usata come simbolo araldico, addirittura con riferimenti cristiani tutt’altro che negativi diversamente dal drago. Invece nella cultura africana il loro avvistamento è considerato presagio di sventura. Sarebbero predatori rari ma letali, capaci di uccidere con facilità addirittura un elefante africano. Nel Medioevo esistono documentazioni riguardo presunti draghi avvistati in volo, o in altre circostaneze, anche se non se n’è mai trovata alcuna traccia. Cioè, nessun reperto attendibile.

 

Viverne, cavalcature dei Nazgul

Eh sì, ricordano proprio degli pterosauri!

Al di là se si tratti di testimonianze attendibili o no, la viverna ha molte caratteristiche in comune con i rettili volanti. Anzi, nulla esclude che in passato sia esistita una creatura con connotati simili. Anzi, J.R.R. Tolkien per sottolineare la cosa farà raffigurare le cavalcature dei Nazgûl proprio come degli pterosauri. Bisogna considerare che il ritrovamento di fossili, quasi sempre, include solo le specie esistite per lunghi periodi di tempio. Cioè per milioni di anni. E delle specie vissute per periodi assai più brevi è molto improbabile che se ne trovino tracce fossili. Pertanto, tra le innumerevoli creature esistite per breve tempo, beh, potrebbero esserci state creature con una filogenesi legata agli ultimi grandi rettili del cretaceo. Naturalmente, come sempre, noi proponiamo la nostra teoria senza dargli granché peso.

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